La balneazione negata in Italia: una anomalia mondiale. Manuale delle regole, dei diritti, dei doveri.

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Quella della balneazione, dell’accesso alle spiagge e al mare, delle concessioni semi-perpetue e dei mille ostacoli e soprusi sul suolo/arenile pubblico è una anomalia che, preso a campione TUTTO IL MONDO, si riscontra solo in Italia.

Il Belpaese, che desidera attrarre il maggior numero possibile di turisti e dare di sè l’immagine del posto accogliente, in realtà, e in questo post voglio parlare solo delle coste, delle spiagge e del mare, è il “posto” dove si consumano gli eccessi, le violazioni e gli abusi più incredibili e numerosi.

E’ bene quindi, prendere coscienza di quello che accade e che ci potrebbe accadere, anche personalmente, ed informarci correttamente ed esaustivamente sui nostri doveri, ma anche sui nostri diritti.

Per farlo, mi servirò del “MANUALE DI AUTODIFESA DEL BAGNANTE“, redatto dal Gruppo dei Verdi e dagli Ecologisti reti civiche.

Un manuale serio e ben fatto, con riferimenti a Leggi e Regolamenti e consigli su come comportarci nel caso ci trovassimo in condizioni e situazioni diciamo “difficili”.

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Partiamo con l’affermazione più importante: “L’ACCESSO AL MARE E’ UN DIRITTO. NESSUNO LO PUO’ NEGARE“.

E già qui, potremmo dire, c’è tutto.

Ognuno di noi ha diritto di accedere alla spiaggia e al mare senza che vi siano nè divieti nè ostacoli.

Lo dice una Legge dello Stato Italiano: “Art. 1, comma 251, legge 296/2006 ‘è fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione.’

Sempre sul Manuale, si possono trovare numerosi esempi di violazioni in danno della libera balneazione; esempi che vi invito a leggere, perchè chiariscono molte delle situazioni nelle quali, almeno una volta, ognuno di noi s’è senz’altro venuto a trovare:

  • Non vi fanno entrare per andare al mare
  • Vogliono farvi pagare un biglietto
  • Vi proibiscono di stazionare sulla battigia antistante lo stabilimento
  • Non vogliono farvi uscire transitando dallo stabilimento
  • Lo stabilimento è chiuso in modo tale da impedirvi l’accesso al mare
  • La spiaggia libera è sporca (e qui entra in ballo anche l’educazione e il senso civico di chi la utilizza!!!)
  • La spiaggia dello Stabilimento è sporca
  • Mancano, ogni cento metri massimo, le postazioni di salvataggio
  • Il gestore dello Stabilimento non vi rilascia la ricevuta fiscale per la cabina o altro
  • Non ci sono accessi per disabili fino alla battigia
  • Sono in corso costruzioni di immobili sul demanio
  • Ci sono fognature a cielo aperto che scaricano in mare
  • Vi creano ostacoli a fruire delle spiagge libere

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In quanti di voi si riconoscono in qualcuno di questi casi?

Ebbene, per ognuno è fornita una adeguata e completa risposta.

Vediamo ora, in forma ridotta, un breve glossario, riportato sempre sul Manuale:

  • Spiaggia libera: qualsiasi arenile su cui non gravano concessioni
    demaniali a privati e controllata dalle amministrazioni…
  • Spiaggia libera attrezzata: come le spiagge libere, con in più la
    presenza di punti ristoro o servizi di noleggio attrezzature gestiti
    da operatori in convenzione con i comuni…
  • Arenile non presidiato o sorvegliato (fuori dai tratti urbani):
    qui ognuno può accedere nel rispetto delle bellezze naturali e
    non c’è nessuna assistenza.
  • Arenile: la superficie sabbiosa in genere.
  • Battigia: striscia di 5 metri tra la zona della risacca e l’arenile.

Il Manuale completo, lo potete trovare QUI

Per chi non ha la connessione Internet sempre con sè, il mio consiglio è di stamparselo e tenerlo sempre a portata di mano.

C’è sempre la soluzione di studiarselo bene, quasi a memoria.

Buona balneazione!!!

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