La Toscana, il Chianti, Montefioralle

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 Montefioralle-in-Chianti-Toscana-panoramaAnche voi amate la Toscana, le sue colline, i suoi borghi e la sua cucina?
Allora, la zona del Chianti, le strade coi cipressi, le trattorie al profumo di pappardelle coi porcini o col cinghiale e il fumo di griglia devono per forza essere un richiamo irresistibile per voi!

Nonostante le si sia girate in lungo e in largo, queste zone meravigliose riservano sempre qualche novità, qualche borgo antico nel quale le auto sono bandite e si va solo a piedi, se ci se la fà.

Ecco allora Montefioralle, arroccato su una collina di poco più di 340 metri d’altezza, nel Comune di Greve in Chianti e in Provincia di Firenze.

L’origine risale praticamente all’anno 1000 (forse 1085) ed è circondato da una cinta di mura che partono  dal cassero (castello fortificato) e vi si ricongiungono.

Senza dilungarci troppo in descrizioni storiche, perchè solo andandoci di persona se ne può apprezzare tutta la bellezza e l’atmosfera medievale, rimane da ribadire quanto detto ovvero, le auto rimangono fuori dal Borgo.

Si cammina a piedi, tra i tanti vicoli e vicoletti che si dipartono dalla strada principale, che divide il Borgo a metà.

L’atmosfera è magica, come lo è tutta la Toscana e tutta l’italia; la quiete e il relax sono quelli d’altri tempi.

Chi sta in città tutto l’anno, almeno una volta su 365 giorni deve ritagliarsi, se può ovviamente, un fine settimana “fuori”, via dal traffico, e Montefioralle è una bella “meta ideale“.

Montefioralle-in-Chianti-Toscana-il-borgoSia a Montefioralle, che nella vicina Greve in Chianti, è possibile alloggiare comodamente in sistemazioni veramente suggestive quali, stanze in affitto con la formula dell’Appartamento Vacanze, Bed&Breakfast ecc…

Per pranzare, a Montefioralle, Greve in Chianti e dintorni non c’è che l’imbarazzo della scelta: “La Castellana”, “La Taverna del Guerrino”, l’enoteca ristorante “il Gallo Nero”, “La Cantina”, l’osteria “Mangiando Mangiando” ecc… (non ce ne vogliano gli omessi solo per motivi di format).

Una volta sul posto, personalmente preferisco chiedere agli “indigeni”, ma ormai tutti sanno che si possono trovare recensioni (io le valuto sempre col beneficio d’inventario) dappertutto, su Internet.

Le mie preferite sono quelle di Google Maps.

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